domenica 14 giugno 2009

LA FORMULA DELL'ORO A PIAZZA VITTORIO


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Verso la metà del ‘600, la corte dell’ex regina di Svezia Maria Cristina, stabilitasi da poco a Roma, era un ritrovo di libertini, filosofi, artisti e nobili, e tutti appassionati d’alchimia. Tra questi spiccava il marchese Massimiliano di Palombara, proprietario di una grandiosa villa con più di 80.000 mq di parco, nell’odierno quartiere romano dell’Esquilino. Lui e l’ex regina si dilettavano intere giornate nella ricerca della formula per tramutare il piombo in oro.Un giorno un pellegrino arrivò alla sua porta, gli assicurò di essere in possesso di una formula capace di ricavare l’oro dalle erbe: voleva soltanto il permesso di cercare quella giusta nel suo immenso giardino. Permesso accordato. E dopo una lunga ricerca e un’altrettanta lunga mistura e bollitura delle erbe, il pellegrino disse che era necessaria un’intera notte per avere dei risultati.La mattina dopo, il marchese ritrovò il suo laboratorio in disordine, e sopra il tavolo, in bella mostra, un lingotto d’oro con sotto un foglio di carta con delle formule. Nell’alchimia niente è come sembra, e le formule sono simboli esoterici tra il mistico e il filosofico. Il Marchese si mise subito all’opera, ma malgrado seguisse passo passo tutti i passaggi della formula, non riuscì mai a risolvere l’esperimento.E fu così che decise di scolpire la formula alchemica sul marmo della porta d’ingresso del giardino, nella speranza che un giorno, tra i passanti, qualcuno la vedesse e la sapesse interpretare.Ancora oggi la porta è lì, nei giardini di Piazza Vittorio a Roma, in attesa di essere risolta.

4 commenti:

  1. +Interessante e ben curato...son desideroso di approfondimenti...+

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  2. Sono anni che non ci vado, spesso da piccola mi fermavo a pensare se sarei mai risucita a tradurlo e trasformare il semplice in oro, ma forse la formula non serve esattamente a questo ...

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  3. L'alchimia è una simbologia divisa a più livelli. Strana "scienza" quella che studia l'esoterismo: si tende sempre a nascondere quello che si è scoperto e a depistare il prossimo. E "depistaggio" è la parola che più si addice all'alchimia. L'oro non è oro, e il piombo non è piombo, anzi...

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